Storia di questa collezione
Ho iniziato a raccogliere le prime macchine nel 1986, ma il collezionismo vero e proprio è iniziato dopo il 2000, quando ho acquistato una casa abbastanza spaziosa da poter accogliere, oltre gli amici, i miei desiderati oggetti.In questo sito troverete in prevalenza modelli cylinder, quasi esclusivamente di fabbricazione europea. Questo è dovuto a ovvie ragioni di reperibilità, oltre al semplice motivo che i meravigliosi modelli americani comporterebbero per me costi di spedizione troppo elevati.
Devo far notare inoltre come gli oggetti di fabbricazione italiana siano relativamente pochi, nonostante l'Italia sia stata una delle maggiori produttrici mondiali di elettrodomestici. Ciò si spiega con il fatto che in Italia l'aspirapolvere, sebbene prodotto da aziende italiane sin dagli anni 20, iniziò ad avere una grande diffusione solo a partire dagli anni 60, incontrando un mercato già occupato da prestigiose firme straniere con maggior potenza commerciale e di già comprovata qualità. Non dimentichiamo inoltre che l'Italia fino al 1960, salvo che nelle maggiori realtà urbane, è stata una nazione prevalentemente agricola, e nella civiltà rurale gli elettrodomestici hanno sempre avuto un ruolo marginale. Per l'italiano medio, inoltre, gli elettrodomestici in quell'epoca risultavano essere molto costosi, per cui la precedenza veniva data a quelli più indispensabili: lavatrice, frigorifero, radio, ferro da stiro. Queste ragioni, insieme ad altre di carattere psicologico, fecero dell'aspirapolvere in Italia la "cenerentola" degli elettrodomestici.
Nella mia collezione sono altresì numerosi i modelli di fabbricazione tedesca, e ciò è dovuto alla massiccia diffusione dell'aspirapolvere in Germania sin dagli anni 30.
La relativa vicinanza geografica con l'est europeo mi ha consentito di reperire abbastanza facilmente macchine di fabbricazione Russa e Cecoslovacca, che erano molto diffuse, fino al crollo del blocco sovietico, in tutti i Paesi dell'Europa comunista.
È curioso notare come molti pezzi, nonostante abbiano un'età di parecchi decenni, si trovino in condizioni generali davvero ottime. Questo è dovuto principalmente a tre motivi:
È importante considerare come nel corso dei decenni l'estetica dell'aspirapolvere abbia avuto una notevole evoluzione – contrariamente all'aspetto tecnico che nella sostanza è progredito di pochissimo dalle origini a fino circa vent'anni fa, quando furono avviate ricerche per soluzioni rivoluzionarie nel concetto di aspirazione.
Se gli apparecchi più antichi avevano forme legate quasi esclusivamente alla funzionalità (gli elettrodomestici dovevano ancora trovare una propria identità a livello sociale e culturale) con il tempo si assiste a una maturazione e sembra farsi strada un'intenzione estetica.
Così negli anni 20 e 30 l'aspetto dell'aspirapolvere iniziò a ingentilirsi, a caratterizzarsi, perdendo lentamente la sua "meccanicità" per diventare un oggetto più in linea con l'estetica del proprio tempo. Proprio in questi anni si potè assistere a stravaganti tentativi di affermazione, da parte delle case costruttrici, di un proprio concetto personale di "forma definitiva" dell'aspirapolvere, anche se contemporaneamente avvenne un inevitabile processo di standardizzazione, soprattutto per quanto riguarda gli accessori.
Durante gli anni 40 la produzione di aspirapolvere venne pressoché interrotta e non portò a significativi progressi, trovandosi le industrie impegnate nella ricerca e nella produzione di materiale ad uso bellico.
E finalmente si arrivò, negli anni 50, all'apoteosi delle streamlines, espressione della space age.
(in realtà le streamlines, o linee aerodinamiche, iniziarono molto prima, cioè negli anni 20 e 30, ma raggiunsero il massimo della loro espressione negli anni 50)
Alcuni modelli divennero dei veri oggetti di lusso, quasi avulsi dalla loro umile funzione, estremamente rifiniti, minuziosamente disegnati e "griffati" in ogni minimo dettaglio.
Negli anni 60 le linee ed i colori, pur mantenendo un residuo di gusto "spaziale" divennero più civettuoli, evidentemente dedicati a un pubblico in prevalenza femminile, per giungere infine, negli anni 70, a un aspetto nuovamente tecnico e di genere neutro.
Poi, negli anni 80 e 90, quella che considero una catastrofe.
Se è vero che in generale le prestazioni aumentarono sensibilmente (anche a costo di un aumento di potenza e quindi di consumi) l'estetica ne risentì moltissimo. Le forme si fecero tozze, squadrate, i colori insignificanti. Le linee aerodinamiche furono definitivamente abbandonate. L'apporto dell'elettronica, con le sue spie luminose, le manopole di regolazione e i simboli di funzione, più che contribuire effettivamente al miglioramento della funzionalità degli apparecchi, conferiva loro un aspetto che definirei quasi "medicale". L'aumento, dovuto a ragioni igieniche, del numero e della compattezza dei filtri, diede il via ad una corsa sfrenata verso il continuo aumento della potenza. Oggi, un aspirapolvere domestico arriva normalmente a 2000 watt di potenza, che sembrano una vera mostruosità se paragonati agli scarsi 200 watt dei modelli degli anni 20.
Per fortuna, verso la fine degli anni 90, a causa dell'avvento di tecnologie radicalmente nuove fu necessario riconsiderare il design, spesso ripartendo da zero. E così a tutt'oggi non mancano esempi di raffinate e avveniristiche meditazioni. Si ricomincia a giocare!